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Non è un addio. È una sparizione calcolata.
Il 10 novembre 2025, Scion Asset Management, il fondo di Michael Burry, ha cancellato la propria registrazione presso la SEC. Nessun annuncio trionfale, nessun comunicato stampa. Solo un filing burocratico e un post su X con una lettera agli investitori: “Stiamo chiudendo il fondo”. Fine dei giochi.
Ma Burry non chiude mai davvero. Si nasconde. E quando lo fa, è perché ha visto qualcosa che il resto del mondo fingerà di non vedere finché non sarà troppo tardi.
Michael Burry non è un trader. È un diagnosta. Un neurologo che, invece di cervelli, esamina bilanci, grafici e bolle sociali.
Nel 2005, mentre Wall Street brindava ai mutui subprime, lui accumulava un miliardo di dollari in credit default swap contro bond tossici.
Nel 2008, il mondo crollò. Lui incassò.
Christian Bale lo interpretò nel film. Michael Lewis lo rese mito.
Poi sparì. Chiuso Scion Capital, sommerso da cause e controlli fiscali.
“Non voglio più gestire i soldi degli altri”, disse.
Ma i fantasmi tornano sempre.
2013: rinasce Scion Asset Management.
2019: attacca i fondi indicizzati. “Sono i nuovi CDO”, dice a Bloomberg.
2020: compra GameStop prima del meme, la vende prima del boom.
2021: shorta Tesla con 800.000 put. Elon ride, Burry tace.
Poi, silenzio. Anni di profilo basso, post cancellati, account X che sembra un cimitero.
Fino a ottobre 2025.
Cambia il nome su X: Cassandra Unchained.
La principessa troiana che prevedeva il disastro, ma nessuno le credeva.
Il 31 ottobre posta una foto di Bale dal film con una frase secca:
“A volte vediamo le bolle. A volte possiamo farci qualcosa. A volte, l’unica mossa vincente è non giocare.”
I post precedenti? Cancellati.
Il 4 novembre, i filing 13F:
Short su Nvidia e Palantir.
Long su Pfizer, Halliburton, Molina, Lululemon.
Alex Karp, CEO di Palantir, va su CNBC:
“Shortare chi fa i soldi veri è da pazzi.”
Burry non risponde.
Il 10 novembre attacca i Big Tech:
“Stanno gonfiando i profitti allungando la vita utile dei server. Oracle, Meta, Google, Microsoft, Amazon. Tutti.”
“Dettagli il 25 novembre.”
Tre giorni dopo: Scion deregistrata.
Una lettera del 27 ottobre agli investitori: “Chiudiamo.”
L’ultimo post, il 13 novembre:
“On to much better things November 25.”
Nessuno lo sa.
Un nuovo fondo privato? Un libro? Un report bomba?
O semplicemente l’annuncio che Burry ha smesso di giocare al gioco degli altri?
Burry non sta shortando Nvidia.
Sta shortando la fede cieca.
L’idea che l’AI sia diversa, che i multipli non contino, che i data center pagheranno per sempre.
Sta shortando l’illusione che questa volta sia diverso.
1. Vede la bolla → anni prima.
2. Prova a dirlo → viene ignorato o deriso.
3. Agisce → shorta, si protegge.
4. Sparisce → quando il rischio supera il premio.
Siamo al punto 4.
E quando un uomo che ha previsto il 2008, ha evitato GameStop-mania e ha shortato Tesla al picco esce dal mercato, non è una notizia.
È forse più un segnale d’allarme.
Fonti: filing SEC, post X di @BurryArchive, report Reuters, Bloomberg, CNBC.
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